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giovedì 6 agosto 2020

Noi siamo dei coglioni

Già, proprio come dal titolo.
Vero, alcune storie non vanno. Succede, va messo in conto. Il carattere alle volte non si allinea e non c'è niente da fare. Fa parte del gioco. Questo non dovrebbe significare di buttare nel cesso tutto anche l'amicizia ma qui siamo in Itaglia e a quanto pare l'opzione "buon senso" non ha seguaci o così pochi da non valerne la pena di essere citati. Così magari non ci si parla più perché a letto o nel contorno non è andata però i regali si tengono. Beh, no. Scusate. O ci si ricorda e ci si rispetta per ogni giorno futuro anche solo per quello che abbiamo provato a vivere assieme oppure è tutto da buttare sopratutto i regali. Sono cose materiali e hanno un senso se dentro quegli oggetti ci sono delle energie positive, dei ricordi belli, qualcosa che vale. Ogni oggetto ha la sua energia, anche le rocce ed è possibile ascoltarle mentre crescono. "Il kami e inspiegabile, Anjin-san. E come uno spirito, senza essere come un'anima, senza essere un'anima. Forse e l'essenza immateriale di una cosa o di una persona... dovete sapere che l'uomo diventa un kami dopo la morte, ma che un albero o una roccia o un dipinto sono pure dei Kami. I kami sono venerati, mai adorati. Vivono fra il cielo e la terra e visitano questo Paese degli Dei o lo lasciano, tutto nel medesimo tempo." (dal blog I). C'è un post di un'amica che ha pubblicato l'etimologia della parola amore e che mi ha colpito. Non la conoscevo. Dall'alto della mia ignoranza. Vi metto l'immagine di quel post. Così sono ito a cercare qualche altro significato possibile e tra i molti, mi è uscito questo post arricchito anche da un commento di un lettore: "L'etimologia della parola amore risale al sanscrito kama = desiderio, passione, attrazione (vedi kama-sutra, cioè aforismi, brevi discorsi sul desiderio, sulla passione fisica). Anche il verbo amare risale alla radice indoeuropea ka da cui (c)amare cioè desiderare in maniera viscerale, in modo integrale, totale. Un'altra interpretazione etimologica della parola amore, fa risalire il termine al verbo greco mao = desidero, da cui il latino amor da amare che indica un'attrazione esteriore, viscerale, quasi animalesca da distinguere da un'attrazione mentale, razionale, spirituale per esprimere la quale era usato il verbo diligere, cioè scegliere, desiderare come risultato di una riflessione.
Un'ulteriore e meno probabile ma curiosa ed interessante interpretazione etimologica della parola amore individua nel latino a-mors = senza morte l'origine del termine, quasi a sottolineare l'intensità senza fine di questo potentissimo sentimento. Direi, "il sentimento" per antonomasia..." e Kantor ha aggiunto: "un'altra spiegazione è quella di amore da ama, che vuole dire madre". Questo è il link diretto del post dal sito https://www.etimoitaliano.it
Non contento, sono ito a cercarmi la differenza tra ti amo e ti voglio bene scritto da qualcuno che non fa come me e che pondera parecchio quello che pubblica. Così tra le diverse decine di pagine ho scelto questa: "Voler bene significa rendere nostro ciò che non ci appartiene; desiderare qualcosa per completarsi perché sentiamo che ci manca qualcosa e se non siamo ricambiati soffriamo. Amare significa desiderare il meglio dell’altro/a. Permettere all’altro/a di essere felice, anche quando il suo cammino è diverso dal nostro". http://www.psicologiadellamore.it

Se questo è vero, allora devo dire che ho amato tantissimo e che ho voluto bene a pochi/e. Non sono i regali, le foto, gli oggetti che mi fanno ricordare una persona. Lei è dentro di me. Sono quello che sono perché ho vissuto insieme ad altre persone per un certo momento della vita nel bene  e nel male. Ogni ricordo è vivido, reale, accaduto ieri. Non importa se non ho più quell'anello di Vib., che mollò a 20 anni suonati un tipo di 23 per uscire e fare all'amore con uno di 15 perché disse: "c'è tanto di più dentro di te". E' pure strano come i ricordi facciano incrociare problematiche diverse. Lei 20, io 15. Oggi finiremmo in galera. Eppure anche qua i ragazzi uscivano con ragazzine di quell'età. Guai sbagliare la loro prima volta. Mancare loro di rispetto o venivi portato per bocca oltre a quella che è oggi internet dove l'eccesso sbagliato è migliore dell'esempio giusto. Già, pure io uscivo con donne più grandi e anche parecchio. La pedofilia qui non ci incastra una semplice credo (ma forse non so). Sembrava logico uscire con donne mature dal mio punto di vista, per l'inverso, non avevo l'età ma era "normale" e nessuno gridava allo scandalo e questa è un'altra cosa che non capisco. Uscire con una donna matura era un modo per imparare qualcosa nel modo giusto ma anche per avere delle persone con cui poter parlare ed essere capiti piuttosto che con delle "stupide" bambinelle con la testa ancora frollata dall'età. Sta di fatto che poi a 20 (per dirla a parti inverse), non sono mai stato capace di uscire con una 15 enne che davvero mi sembrava di essere un mostro e mi venivano e mi vengono ancora i crampi allo stomaco e gli urti di vomito al solo pensiero.

Mi ricordo come se fosse adesso la vikinga con quel lenzuolo lanciato sulle spalle come se fosse etereo, nella penombra della notte, mentre se ne andava in bagno e quel sorriso... un angelo. Il "mio" angelo. Niente dovuto. Niente. Nessun possesso. Le persone non si possiedono ed alle volte è inutile insistere in un rapporto quando ci si accorge che non si da niente perché non si può dare quello che non si ha.
D'altra parte in ogni storia l'uno/a deve far crescere l'altro/a oppure non è un rapporto ma una semplice condizione statica. Una sopravvivenza a due e null'altro. Un esempio banale in cui sono inciampato spesso nella "crescita di letto" è questo: venire dentro di lei e non contenta la partner ti metteva la topa sulla bocca e se la faceva leccare. Ora, e parlo per me al solito, non è che andavo matto per il mio seme ma mi son sempre rifiutato di togliere la bocca mettendo avanti il suo piacere al mio. Amore appunto anche per le cose che si fanno. "Io" son qui per far godere te, "tu" sei qui per far godere me. Poi quando tocca a lei toglie la bocca. Ecco, il classico caso dove "m'importa un cazzo", lo fai fino a che non ti piace ma sopratutto fino a che non capisci ed è sempre andata così. Anzi, chi toglieva la bocca poi è stata quella che non c'era modo di fargliela levare. Forse per recuperare quello che s'era perso. 😂

Ricordo tutte come se fosse ieri, che siano passati 40 anni o 6 mesi, non cambia niente. E' successo ieri. Basta e avanza. Quando non sarò più in grado di ricordare, sarò morto. Ho perso tante persone belle nella mia vita e quelle più importanti il destino me le ha portate via troppo presto. Quasi che la felicità sia troppa per essere vissuta in questa vita. Sarà nella prossima forse. Un giorno ci rincontreremo, un giorno. In questo mondo o in un altro ma so che succederà. Null'altro conta. Sta di fatto che alle volte i vuoti della vita sono incolmabili e solo presenze evanescenti ed impalpabili riescono in qualche modo a lenire.

Mi ricordo chi ho creduto amiche pensando che l'amicizia fosse la base per costruire un rapporto d'amore. In effetti dietro a questa ricerca che è valsa un post, sempre sul sito https://www.etimoitaliano.it si legge: "Un rapporto d'amicizia che sia fra uomini o fra donne, è sempre un rapporto d'amore. E in una carezza, in un abbraccio, in una stretta di mano a volte c'è più sensualità che nel vero e proprio atto d'amore." Dacia Maraini. Ecco, prima questo, poi volano i vestiti. Poi nessun freno. Nessuno stop se non quello del buon senso. Così si, ricordo chi credevo leali e sincere per scoprire che erano false e traditrici anche nelle loro stesse parole. Tutti sbagliamo, io il primo soprattutto ad esserci. Mi dispiace, mi hanno messo al mondo e non l'ho scelto. L'unica cosa che ho fatto è scegliere come ho vissuto.
Per comprenderne il senso, vi invito sinceramente a guardare e SENTIRE questo video. Forse tutto è l'evoluzione di una coscienza che pur mantenendo un modo di parlare e di scrivere in prima persona, l'evoluzione interiore è arrivata a questo.

Sta di fatto, come ho già scritto troppe volte e anche ultimamente, che il buddismo è forse la prima forma di psicologia mai codificata. Per estensione ed abbandonando la visione eurocentrista della storia, Buddha, è stato il primo psicologo esistente, non Freud. L'ha fatto con dei concetti più semplici incastonati nel suo  concetto storico-culturale di 2300 anni fa, e non quello freduiano di fine 800, inizio 900 e questo è pure ovvio ma rimane il quanto. Non ci credete? Bene, andate sul vostro motore di ricerca preferito. Scrivete: "la felicità risiede nelle cose materiali?". Oh, non ne trovate uno che l'afferma. Uno argomentato è questo: https://www.lopsicologoonline.it/come-essere-felici-ricerca-felicita/ in cui si sostiene effettivamente che alle volte si, è pure nelle cose materiali ma che il loro possesso o raggiungimento è molto aleatorio, instabile e a lunga corsa anche ingannatorio rivelandosi spesso il contrario di quello che sembra. Stessa cosa affermata nel primo punto dell'ottuplice sentiero del Buddha. Io stesso vi ho spesso detto di non credere a quello che scrivo. Di leggermi e da questo partire per la vostra ricerca. Diffidate di tutti, in buona fede senza odio e provate a contestare quello che dico senza partito preso. Senza un preconcetto o una troppa sicurezza nel vostro "io". Non è vero perché noi lo si pansa ma lo è semplicemente perché lo è. Rischiate di essere schiavi della vostra stessa mente.
Allora, dopo un lungo giro in cui ho tentato di spiegare gli intermezzi ed il ragionamento, torno volentieri a quello che mi ha mosso nel corso della vita e su cui ultimamente ho calcato la mano.
Cos'è l'amore che noi concepiamo, un complesso sistema di rapporti personali e di beni materiali forse?
Sbagliato. Anche l'acqua è composta da idrogeno e ossigeno. Bruciano a guardarli proprio. Assieme danno l'acqua. Il che potrebbe pure contraddire quello che scrivo. Non è così. E' come se uno dei due mantenesse invariata la sua capacità di bruciare. Il bene materiale è esattamente questo. Uno stato che non si altera. Si unisce ma rende l'acqua qualcosa di diverso perché non è acqua ma solo qualcosa che ha il suo stesso aspetto, consistenza ma non la sua sostanza. Un vero e proprio parassita o come ultimamente abbiamo imparato tutti, inganna le cellule, vi penetra e le distrugge come un virus.
L'amore è il flusso (Ryū), tutto quello che viene messo dentro e che deriva dall'io ne inquina il contenuto. Spesso con questo facciamo la fine del pesce che non si accorge che l'acqua è inquinata e non si sposta e li ci muore. Muore la felicità legata all'apparenza non alla sostanza. Il tipo è bello, allora me lo faccio. E vi farete pure una bella scopata, estrema, spinta, di quelle da urlo proprio per poi accorgervi che avrete bisogno di un'altra scopata per ammansire il desiderio che non trova pace. Diventa una droga di una personalità più o meno spiccata di narcisismo, di comportamenti borderline o ancora di insoddisfazione cronica se non durante l'atto. E' come drogarsi. Finito l'effetto della dose, ci vuole un'altra dose.

Così mi accingo a concludere. Adesso che tengo l'occhio vigile, sgamare l'adoratrice dell'apparenza, del concetto di "IO" nel senso più basso del termine è così semplice. Chi vede un piede o una mano brutta ma non la ferita ed il dolore che questa crea, non vale la pena di un caffè. Cambieranno? Non credo. Non importa quanti ti voglio bene dicano, quanto amore ti promettano di dare, come riescano a descrivere quanto gli sei entrato dentro perché è tutto farlocco.
Non riuscirò mai a dimenticare il sesso selvaggio ed il desiderio folle dopo due mesi che non rivedi la tua metà, e chi di rimando, nella stessa situazione sembra una patata lessa che si scusa perché non riesce ad esternare i sentimenti. Non lo può fare, non li ha.
Tanto il culo e le tette cadono anche a voi. La gravità si fa sentire comunque. La pelle si smaglia, si segna di macchie dell'età anagrafica. Non reggete la concorrenza con le ventenni e si vede quanto i masteroni pur di spupazzarsene qualcuna diventano daddy, dom e alle volte tutti assieme coniando nuovi termini e nuove figure. Dando loro sempre ragione, l'accondiscendenza che vale una trombata. Come si sa, l'anima se si crede di averla è l'unica cosa veramente nostra e per lo meno la mia, non è in vendita. Nessun "Faust" che tenga. Per quanto riguarda il resto, inutile continuare a cercare quello che non c'è. Per trovare il fiore perfetto per lo meno ci vuole un campo di fiori ma se anche questo è stato seccato dall'aridità dei sentimenti, non ci sono possibilità ulteriori.
Chi mi segue da un po', sa benissimo che mi son già giocato 7 delle 9 vite di un drago e in qualche modo mi è sempre andata bene. Quindi inutile insistere. Per certi lati è pure strano. Alle volte basta girare a destra invece che a sinistra per non lasciarci la pelle. Come si dice: "Non era la tua ora" ma non cambia un caxxo. Le ferite rimangono e ti impartiscono una sonora lezione. Lasciale perdere quelle li. Quelle che non sono coerenti. Quelle che dicono una cosa e ne fanno un'altra, quelle che i brividi sono solo gli orgasmi che gli procuri e non quelle che prima di tutto vogliono abbracciarti, la ricerca della felicità appunto. Vedi il post precedente.
Così siamo noi dei coglioni, siamo i figli dei Pink, degli U2, di Bowie, degli Spandau Ballet, Di Alan Parson, dei Queen, dei Dire straits e per certi lati anche degli AC/DC. Dei Gun's & roses ma anche dei Bee gees, di Joe Cocker, di Brian Ferry, dei R.E.M., degli ELO, di Phil Collins, di Baglioni, di Mina e Renato Zero,  di Leali e di Tozzi, e mi piace pensare che se devo prendere o dare qualcosa è meglio farlo totalmente che ancora mi emoziono insieme all'altro mezzo miliardo di persone, riascoltando How deep is your love. Mi sconquiffera ancora Vangelis nella colonna sonora di Blade Runner dei titoli finali, o la meravigliosa love theme e si, tears in rain con Rutger Hauer, mentre raccontava a qualcuno che non meritava di essere salvato ma in qualche modo è stato premiato comunque.


«Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. È tempo di morire.»

«Per quelli che credono dell’amore nessuna spiegazione è necessaria. Per quelli che non ci credono nessuna spiegazione è possibile.»
Perché alla fine è così che mi sento. Namasté 😊


lunedì 2 marzo 2020

Piacere, sono una persona drammaticamente sola. Quando mi rivelo, scappano tutti.


Non mi dedico più alla "cacca" con cui EX che dicono una cosa e ne fanno diametralmente un'altra poi accusano il mondo di accanirsi contro di loro. Ci sono persone che seminano vento, raccolgono poi quello che seminano. Questo post è scritto con molta calma e pacatezza. Pertanto non fatevi idee sbagliate. E' anche un giorno brutto per cause familiari serie. Ovviamente se ne è fregata. Forse era ed è più importante riempire paginate di invenzioni che rispettare il prossimo. Al solito.

Il dubbio che questa oramai ex fosse stata al limite della sociopatia l'avevo avuto ma d'altra parte la certezza non si può mai avere se non si mette alla prova con i fatti. Così:

1) Vivere una vita senza nessun amico/a o amica tanto da non sapere dove e come lasciare i pelosi in casa, non è un gran sintomo di socialità.

2) Assalire tutte le persone con cui mi relazionavo con lo scopo di farle scappare è un fenomeno narcisista: "fare il vuoto intorno a chi si possiede". A scanso di equivoci, molte di quelle persone mi hanno girato le chat chiedendomi del perché una persona si comporti in quel modo.

3) Non è stata mia intenzione di fare casino. Consideravo questa persona ancora come un'amica da rispettare e con cui condividere una parte di vita assieme ma non SM. 

L'SM purtroppo è come tutte le relazioni. In linea di principio si può anche andare d'accordo ma poi nella sostanza...
Io sono poli - lei no, non ha mai tollerato questo mio aspetto fino a doverle ripetere più volte di non inserirsi in affari non suoi e di non offendere chi è con me con esito purtroppo negativo.
A lei piacciono gli uomini e sovradotati - A me piacciono le donne e sono normo dotato. Difficile trovare un compromesso. La cosa strana è che secondo quanto raccontato, un 3some lei l'ha fatto ma non è stata mai in grado di riportarmi nessuna sensazione. Niente. Come se non ci fosse stata. Solo: "l'ho fatta godere". Metallico, asettico, niente altro. La risposta purtroppo è una sola ma come le ho scritto prima di leggere le puttanate che la signorina si inventa, meglio non pensare a quale questa sia.


Mi fermo qui perché quello che ho dato, compatibilmente con quello che comunque rispetto di lei visto che male non me lo ha fatto come le ho detto, non ho intenzione di invischiarmi in polemiche inutili. Mi fermo qui  che di materiale ne ho a sufficienza. So solo che negli ultimi 5 anni di gente sballata ne ho trovata anche troppa e mi basta e mi avanza fino a farmi uscire il vomito. E siccome non mi piace parlare a vanvera:

  • Lo sai cosa mi dispiace di più?  Vederti star male.
     
  • No, sto bene così. Se vuole mantenere l'amicizia non ho nessun problema ma se crede di fare altro, ha sbagliato buho, è talmente distante da me che... bah!

  • Sai benissimo che i sociopatici trovano sempre un modo. Non sei innamorato ma forse è il contrario x lei. Sa bene che tu fai così e poi ti passa. Comunque sei tu a decidere cosa fare , ti ho inviato i messaggi perché è dai tempi di vk che avrei dovuto farlo. Non volevo che tu potessi pensare che avevo interesse. Sai che sono corretta.

Mi pare anche abbastanza evidente come fossi già stato avvertito di alcuni comportamenti non consoni più volte ripetuti ma mi ero rifiutato di andare a leggere il quanto in modo che la mia, fosse libera e valutata in un più largo spettro. Prima ancora che mi venisse segnalato un post assurdo, senza quindi fuggire, svicolare, negare, togliermi dalle mie responsabilità come fanno tutti loro questa era la mia disponibilità. Non accuso nessuno ma dichiaro un'incompatibilità evidente ma non una negazione di un'amicizia che reputavo fino ad oggi preziosa. Peccato. Le persone si rivelano per quello che sono. Basta dargli tempo.
Ero stanco di telefoni occupati, di telefonate dalle 22:30 alle 23:00 e se non oltre per poi non riuscire ad andare a letto fino a mattino inoltrato che il giorno dopo le persone normali devono lavorare. Ero stanco e sono stanco perché ogni piccolo dettaglio poi influisce sulla vita delle persone e come regola "il SM non dovrebbe interferire in impegni familiari, lavorativi o religiosi". Regola costantemente, ripetutamente violata fino ad un "non ne posso più. Devo riposare, devo dormire, devo trovare serenità non conflittualità". "Non trascurare le piccole buone azioni, pensando che non sono di alcun beneficio; anche le piccole gocce di acqua alla fine riempiranno una grande nave. Non trascurare le azioni negative solo perché sono piccole; per quanto piccola possa essere una scintilla, può bruciare un pagliaio grande come una montagna". Buddha

"...Sono evidentemente stanco di contraddizioni continue e purtroppo io con te non sono sereno. Non mi ci trovo in nessun modo. Il tempo dovrebbe dare affiatamento, invece è distanza. Se i tuoi 6 mesi di rimando erano mirati a stimolare attenzione, hanno fatto l'effetto contrario. È stato stupido. È stupido tutto quello che va oltre il limite del buon senso come chiedere quando non si può  chiedere. 
Mi dispiace in fondo, come amica sei una persona pregevole, come slave no. Mi dispiace tantissimo che tu rimanga sola ma se è questo (come tutto il resto d'altronde), che vuoi, questo avrai. Vedi un po' te e pensaci su quanto ti pare. Ribadisco. Come amico son qui ma qui mi fermo.  Se vuoi parlare son qui ma la prossima settimana sarà intensa e per come mi sento, dovrò dormire parecchio e riposare.

Solo non rifare quello che hai fatto ieri. Le persone ti pesano e anche se magari son cordiali con te, ti fotografano. ..."

E lo dico così, solo così perché alla fine mi dispiace tantissimo che sia andata così. D'altra parte: "La verità è una" come ho scritto spesso, "e si difende da se". Mi dispiace solo una cosa: aver fornito a chi non se lo merita, uno strumento efficiente per insultare chi le si è avvicinato. Per il resto, sarà il problema del prossimo e meno male, non più mio.






sabato 5 ottobre 2019

Chi sono, faccio chiarezza una volta per tutte.


Al contrario di molti ragazzi della mia età, non ho mai giocato a pallone. Non conosco nemmeno i fondamentali e insomma, sono una schiappa totale. A tredici anni invece ho cominciato un percorso nel judo. Come in tutte le arti marziali, vi erano maestri che si limitavano ad insegnare la disciplina olimpica tenendo fuori tutte quelle mosse e filosofia che non sarebbero mai state applicate in gara e chi invece insegnava di tutto nel tentativo di tramandare l'arte marziale piuttosto che renderla solamente che uno sport. Non vi erano scelte. O fare Judo o iscriversi ad un Dojo di Jujutsu ma in zona non ce ne erano di papabili. Sono una persona curiosa di natura e quindi ho seguito tutto quello che era più completo possibile. Come dovreste ben sapere, Hojōjutsu (捕縄術) o Nawajutsu (縄術), dal quale deriva quello che voi chiamate shibari o kinbaku, è cominciato attraverso l'uso dell'obi, la cintura che si porta in vita. Queste tecniche di utilizzo, non si limitano all'immobilizzazione ma abbracciano un campo molto vasto. Con l'obi si possono fare strangolamenti o soffocamenti venerei o respiratori o addirittura entrambi. E' possibile anche usarla come arma di offesa e di difesa.
Sul dizionario jisho.org si legge: "Hojōjutsu is a quintessentially Japanese art that is a unique product of Japanese history and culture" (Hojōjutsu è la quintessenza delle arti giapponesi, un unico prodotto della storia e della cultura del Giappone). Questa è un'arte, riconosciuta e codificata da secoli e nessuno in un Dojo si compra una cintura e se la mette. Nessuno.

Il tutto è durato fino a diciassette anni e poco più perché non avevo più qualcuno che mi portasse due o tre volte a settimana a prendere lezioni. Non solo, tornavo a casa e sul collo e sui piedi per via degli sfregamenti del judogi, sudavo letteralmente sangue ed avevo la pelle scurita e macchiata da questi effetti collaterali. Non era molto edificante, no. Fratture a parte, che sono parte della lotta, questa è una roba che proprio non mi piaceva. Presa la patente, dopo un'esperienza che per me è stata non molto costruttiva con il maestro F***i. Passato al karatedo, mi sono portato dietro il bisogno di contatto che c'era nel judo, specializzandomi nel combattimento chiamato nel karate-do, Kumite (組手).




Ho preso lezioni da diversi maestri al top del karate italiano. S***. P***, G***, e molti altri nel giro degli stages mensili che venivano organizzati proprio per incontrare altri sensei. Quello che ho riportato nel karate che si era già perso nel corso degli anni, sono alcune tecniche antiche, che riportava mi pare nei suoi due ultimi libri, il Mo, S***i come le forbici e le importanti cadute del judo che nel karate non venivano più insegnate. Il recupero dei colpi di empi (gomito), quelli a lancia e di taglio per lo meno come presentazione in allenamento. E' anche ovvio che nessuno può tirare una forbice far cascare qualcuno senza prima insegnargli a cadere e a fare la contromossa. Come vedete nel video, purtroppo di bassa qualità che ho qui messo, chi subisce una forbice alla testa se non asseconda il movimento con una caduta, la medesima rimarrà tra le gambe dell'altro con esiti nefasti. Nota a latere: Shirai Sensei, venne aspramente criticato per la sua pubblicazione ai tempi, adesso ve ne sono diverse e successive versioni e a quanto pare l'effetto è stato un altro. Rimango della vecchia scuola. Né qui (SM), né nelle arti marziali, dovrebbe girare denaro se non quello per sostenere le attività formative ed i Dojo. Chi pubblica un libro ha le tasse pagate. Chi fa una festa, corsi di corde con titoli del tutto inventati, feste, cene, banchetti, frequentemente l'attività sembra molto sospetta.  Questo è al di fuori dei miei principi. In "amore" o nei sentimenti, non dovrebbe circolare denaro se non per comprare qualche giochetto. Se questo invece è solo un rapporto di sesso, allora è altro. Le persone sprovviste di sentimenti sono un gruppo cospicuo in quest'ambiente e non intendo coltivare narcisi anche se solo germogli.

Fino al 1989 l'anno di fondazione della FIKTA, spesso e volentieri ogni volta che cambiavi Dojo o maestro, se non avevi dato l'esame di cintura marrone, ricominciavi da capo. Da quel momento in poi molto cambiò. Ogni sei mesi si poteva dare un esame e salire di Kiu. La mia storia di attività sportiva, finì a trenta anni circa per dei motivi seri di salute.

Nella Fikta, svolsi la prima attività di diffusione della cultura giapponese avvicinandosi anche alla lingua ma era una roba impossibile da imparare da solo e gli insegnanti in loco scarseggiavano.
In poche parole, la mia cultura e Know-how, ogni volta che prendo in mano del cordame, mi fa riflettere su quali siano i punti sensibili o anche quelli mortali (così chiamati in ambito marziale), ed usarle nel modo più appropriato. Ecco, questa è una certificazione ufficiale. Nessuna scuola inventata, nessun maestro di qualcosa che non esiste di cui fregiarsi nei titoli. Ora, non è per sminuire gli altri ma francamente "mi son fatto un culo così" (14 anni di arti marziali, cultura e filosofia giapponese, 2-3h di dojo al giorno per 5-6gg a settimana e scusate se è poco), per arrivare dove volevo e non ho voglia di essere messo o sminuito da qualche bischero dell'ultima ora. Grazie.

Ho visto persone che dopo un viaggio in Giappone si sono diventati esperti nella loro cultura, gente che faceva altro, inventarsi allo stesso modo un "mestiere" di legatore. Gente che erano fotografi o lo sono diventati, vestire un kimono, appiccicarsi un nick in giapponese e così giocare sull'esibizionismo ed il bisogno di stima di molte pulzelle per farle diventare delle star magari fino a che gli ha interessato l'argomento, per poi passare alla successiva, la successiva e ancora la successiva e così via. Ragazze se avete bisogno di questo, quello che vi manca è l'autostima non una fotografia o un palco  e mettetevelo bene in testa. Davanti ad una foto ben fatta non importa se siete alte, basse, grasse o magre. Con le tette piccole o grandi, carine o brutte, ci sarà sempre uno stuolo di MDF che vi adoreranno alla follia.

Il primo approccio al SM mi capitò nel 1984 con una rossa nordica che su un divano mi disse: "o stai fermo o ti lego" e da li, con un semplice due più due, mi ritrovai nel Sadomaso sempre più curioso. Il giro più profondo fu però l'anno successivo con una insegnante di psicologia immersa anche in questo stile di vita, bisessuale dichiarata e alla pratica pura, ci unì una importante scuola su come pensiamo e come usare gli stessi pensieri o desideri per rendere più completo un rapporto. Devo anche dire che non  ho niente di auto attiribuito neppure da qualche amico compiacente. Come ben capite ho cominciato praticamente da "sottomesso" per essere poi istruito da "master" perché dicevano, "é la tua natura, sai far star bene una donna e ti viene meglio, naturale". Perché alla fine della frittata se non si offre spettacolo, apparenza, mito e roba da media, si deve tornare allo scopo reale del tutto: stare bene. Qualsiasi cosa si faccia dalla più semplice, alla più estrema.
Senza veli
Nessuna improvvisazione. Come sento in genere dire da molti, non è detto che chi un cuoco che ha fatto l'alberghiero sia migliore di un cuoco che si è fatto da solo. Sta di fatto che nessuno di voi andrebbe mai da un non geometra per farsi progettare casa, da un non medico per farsi curare o da un non astro fisico per farsi spiegare le stelle seriamente. Personalmente ho anche l'abilitazione al comando per barche fino a 12 miglia. Mai data, purtroppo l'integrazione per oltre e la vela, la mia passione e lì i nodi, sono materiale importantissimo.

Vero, magari come informatico conosco dei trucchi particolari, rimane il fatto che quello che ho studiato, è un fai da te, non ho nessun titolo, non non nessuna base completa su cui costruire il resto. Non è propriamente del nozionismo ma non è manco un titolo di studio.