Cerca nel sito per parole chiave: inserisci argomento e cerca

Visualizzazione post con etichetta sadomasochismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sadomasochismo. Mostra tutti i post

mercoledì 29 luglio 2020

Gli ormoni dell'amore e l'inganno.

Tra i tanti ormoni che mettiamo in gioco nel SM forse ci siamo dimenticati del più importante, l'ossitocina appunto.
Abbiamo preso in considerazione l'adrenalina, le endorfine e la prolattina legate anche al fenomeno dell'assuefazione ma dell'ossitocina, della  feniletilamina e della dopamina non ne abbiamo mai parlato.
A tal proposito, per non copiare tutto il testo o per riscriverlo in toto, vi suggerisco di leggere questo articolo molto esplicativo sui meccanismi di auto produzione di ormoni fisiologici fuori scala.

tiro fuori solo questo: "Immagina questa scena: sei di fronte all’uomo dei tuoi sogni. Lui è bello, bellissimo. Vi guardate, lui ti sorride. Fuori campo si vede cupido allontanarsi di gran fetta, ghigno in faccia, arco e frecce in spalla: vi ha appena infilzati per benino. Trascorrono 1,2 secondi e tutte le molecole dell’amore vanno in subbuglio. Ti sembra di volteggiare nel blu dipinto di blu." La situazione può anche invertirsi. Come lui o lei ti guardano, come ti approcciano a te, come ti danno tutto quello che tu ti aspetti. Il primo inganno nasce dall'associazione irrazionale di idee che una persona esteriormente bella, sia altrettanto bella dentro. Mai errore più grande. E' semplicemente frutto di un buco di razionalità nella nostra testa, di educazione tipo il principe azzurro, ricchissimo, principe e bellissimo ma rapidamente ci scordiamo che è solo una favola. E' un po' come la storia femmina= rosa, maschio=azzurro. La sessualità è un misto di gradiente di entrambi i colori e noi diciamo: "Mai sentito dire bello secco, ma bello grasso si". Ecco. Escher ci è andato a nozze con le illusioni ottiche.

 
Fidarsi solamente della propria vista davanti a presone prive di empatia, rispetto e quant'altro circonda lo stile di vita narcisista è praticamente un suicidio a tempo.
Una persona saggia o per lo meno oculata dovrebbe lasciare tempo a che la personalità emerga prima di mollarsi alla lui o alla lei di turno. Il guaio è che questi sanno aspettare.
Ogni persona sana ha bisogno della sua dose si ossitocina. Di sentirsi amato/a, protetto/a, rispettato/a qualsiasi cosa succeda indipendentemente dalla distanza a cui ci si trova.
Garantisco che l'effetto di questa mancanza totale di affettività porta ad uno stato di non benessere. I rapporti umani sono una cosa complessa, così come la giustizia legale non è assolutamente il giusto determinato dalla moralità. Insomma, la propria morale dovrebbe essere qualcosa di più complesso che un insieme di norme scritte sul codice civile e penale. Così a letto, il benessere è qualcosa di più complesso di un "e ora si tromba" anche se bene, estremo, forte quanto vi pare, rimane monco.
Il tradimento della fiducia accordata come spesso succede da parte degli egocentrici, determina una distruzione totale dell'autostima, della socialità, della capacità di interagire di nuovo con fiducia nel prossimo o per lo meno, ci va molto vicino.

Con l'eseltazione negli ultimi anni della fiducia del nulla in cui ci si mette in mostra anche nei modi più stupidi pur di riuscire a farlo, i/le "professionisti/e" qui ci vanno a nozze. Dalle scuole inventate, alle bugie più esagerate ma ripetute fino a diventare verità, il faro culturale si perde in un sexy shop o in "dojo" di shibari. Spazzatura, null'altro.

Prendete questo blog in cui in qualche modo esprimo quello che sono e penso. La "cacciatrice" avrà vita facile riuscendo a capire come e cosa pensa l'autore. E' davvero facile, l'ho già detto togliersi i vestiti e darci dentro. Non so adesso ma qualche anno fa qualcuno usava droghe chimiche per perdere i freni inibitori. La via più facile piuttosto che un atto di coscienza ed introspezione. Si attua un processo a distanza, non coinvolgente. "E' solo divertimento" come dicono in tanti ma il "guaio" è che il sesso non è solo  questo, manco tra i Bonobo. Siamo esseri pensanti o per lo meno alcuni di noi lo sono e come disse quella che molti consideravano un' "oca" stupida, Marylin Monroe: "È facile togliersi i vestiti e fare sesso. Le persone lo fanno continuamente, ma aprire la tua anima a qualcuno, lasciarlo entrare nelle tue paure, nel tuo futuro, nel tuo sorriso, questo è essere nudi". Chi non ha sentimenti, ha i suoi possedimenti. I figli, la casa, il suo stesso gradino sociale, tutto quello che è oggettificabile mentre chi ce li ha, avrà più paura di perdere la sua anima che le sue cose. In fondo gli oggetti si ricomprano ma le anime no e anche lei se ne uscì con una delle sue: "Hollywood è un posto dove ti pagano migliaia di dollari per un bacio, e cinquanta centesimi per l'anima" e "che  la bellezza, la femminilità e l’eleganza siano senza età, e non possano essere riprodotte artificialmente". Quindi fuori dal processo costruttivo della moda, della scala sociale, dell'egocentrismo a tutti i costi. Quella "stupida" di Marylin al compleanni di JFF ebbe la folle idea di dedicargli quella canzone nel giorno del suo compleanno. Una povera nullità dalla madre mentalmente instabile Una bimba adottata adottata che dichiarava così pubblicamente il suo amore per l'uomo più potente della terra. Il risultato è che probabilmente venne suicidata: "La successiva sparizione di tracce e documenti dalla casa dell'attrice, dove sembra fosse stato anche Bob Kennedy la sera della morte, nonché innumerevoli omissioni e varie incongruenze nelle dichiarazioni dei testimoni e nel referto autoptico, hanno dato adito a molteplici dubbi sugli eventi di quella notte. Tra le varie versioni formulate, una ipotizza la complicità dei Kennedy, che vedevano nella Monroe, che si era detta pronta a dichiarare pubblicamente le loro relazioni con lei, una minaccia per la loro carriera politica". (fonte Wikipedia)
Forse voi non avete mai avuto un poster in casa di Marylin, noi si. Noi che... "Se vuoi toccare sulla fronte il tempo che passa volando, in un Marzo di polvere di fuoco e come il nonno di oggi sia stato il ragazzo di ieri" e che vedevamo il lei "l'amore perfetto". La bellezza in ogni suo più recondito aspetto con le sue fragilità ma anche con l'inimmaginabile potenza dell'amore. Beh, va chiesto a le persone giuste e non alla massa che vedeva in lei solo la bella topa da sbattere. Quando morì, Elton John dedicò una delle sue più belle canzoni "Candle in the wind". Strano lo scherzo del destino. Ventiquattro anni dopo da quella composizione, lo stesso cantautore modificando il testo dedicò la stessa aria per la Principessa del Galles, Lady Diana Spencer, la principessa triste che per un amore interrazziale ed antireligioso arrivò a perdere la vita. Anche lei si, ebbe un "incidente" a Parigi. Due grandi donne a distanza di tempo. Due storie particolari, due donne icone, ognuna a modo suo. Una forse più per la  bellezza e l'altra per l'impegno ed il carattere altruista verso le persone più deboli. Entrambe di grandi coraggio, due splendidi esempi di Donna con la D, maiuscola. Anzi lasciatemelo dire, una D gigantesca che non hanno avuto paura a vivere fino in fondo donando la loro vita al mondo e all'amore.
Tornando all'argomento il SM con il "solo" adrenalina e solo endorfine non è principalmente limitante ma gli manca proprio la parte bella, quella coinvolgente che fa sentire bene qualsiasi sia la distanza, quello che si fa, quello che si vive e come. L'intensità e la sublimazione del piacere non è solo fisica come abbiamo già affrontato. Un rapporto SM è prima di tutto di fiducia e di confidenza totale. Quell'essere nudi nell'anima è qui che raggiunge la sua massima importanza. Il gioco stupido della vita "normale" qui non funziona ed anzi, è quello che rovina più rapidamente le cose. Tutto viaggia ad una velocità che il mondo "normale" non conosce, non comprende proprio. Un po' come vedere una corsa di F1 da una telecamera di bordo ed essere al volante della macchina o ancora se vi ricordate quando avete preso la patente. Ve ne andavate a 30 orari e vi sembrava di andare a mille. Poi avete piano, piano raggiunto i 130 in autostrada e quei 30 orari vi sembreranno da piattole. Ecco, qui siete a 300 orari e chi va  a 140 vi fa lo stesso effetto di quelli che andavano a 30.
Siete stati nel paradiso o nell'inferno dei piloti, avete raggiunto l'estasi non solo il piacere fisico estremo e non vorrete mai più correre alla folle velocità dei neo patentati.  Vi ricordate la storia della tigre che ovunque la sposti rimane una tigre? Ecco, c'è una favoletta in cui sono imbattuto da poco ed è la storiella della rana e dello scorpione.
"Uno scorpione doveva attraversare un fiume, ma non sapendo nuotare, chiese aiuto ad una rana che si trovava lì accanto. Così, con voce dolce e suadente, le disse: “Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull’altra sponda.” La rana gli rispose “Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi!” “E per quale motivo dovrei farlo?” incalzò lo scorpione “Se ti pungessi, tu moriresti ed io, non sapendo nuotare, annegherei!” La rana stette un attimo a pensare, e convintasi della sensatezza dell’obiezione dello scorpione, lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua.
A metà tragitto la rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena, e capì di essere stata punta dallo scorpione. Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese all’insano ospite il perché del folle gesto. “Perché sono uno scorpione…” rispose lui “E’ la mia natura!”"
Ecco, funziona così. Lentamente la nostra natura esce. Sei si fa finta di accettare il poliamore mentendo a se stessi, va a finire che poi la nostra natura viene a galla. Se i vari "ti amo, mi manchi, ti voglio bene, ho voglia di te", sono solo un atto di egoismo, prima o poi si riceverà (o si darà), quella puntura letale all'altro/a. Nessuno è escluso ed in qualche modo si dovrebbe avere  e si ha  una gran paura di far uscire quello che siamo, non tanto perché ci si debba vergognare, ma per gli eventuali danni che si potrebbero causare. L'idea di cambiare per un rapporto o per fare felice l'altro/a è sbagliata nel profondo. Sarebbe annullare la nostra stessa natura. Si può cambiare per noi stessi accorgendosi che si può fare di meglio senza ancorarsi in posizioni granitiche ed inamovibili. Se poi tutto questo porta vantaggi alla relazione, tanto meglio. Una volta non gli si da peso ma ripetuto 10, 100 volte da una bugia diventa una reale verità. Ci si crede eccome e ci si smolla, si da in pasto al/la compagn/a le proprie fragilità, il nostro lato più delicato senza remore e ci si rimane fregati mentre dall'altra parte c'è un solo ragionamento possibile. "Guarda sto/a coglione/a come ci è cascato/a e adesso ne faccio quel che mi pare". Per loro siamo persone deboli, per noi loro non sono persone, lo sono mezze. Abbozzi di individui senza umanità a causa dei quali nel corso della storia anche presente, ci siamo imbattuti in guerre e distruzioni anche di massa. 
Perché è così difficile cambiare? Al sito dello psicologo Dott. Sergio Stagnitta, l'autore fa tre ipotesi:
1. I nostri comportamenti sono radicati nel tempo, sono la risultante dell’interazione di fattori genetici, ad esempio il temperamento, della qualità dell’accudimento, frutto della relazione con le persone più significative, i genitori e le relazione con l’esterno, ad esempio con gli amici nella scuola, nello sport ecc. Questo vuol dire che, in generale, è molto difficile pensare di modificare un assetto così ben radicato e primitivo.
2. La storiella ci parla, inoltre, della natura dello scorpione e ci dice anche che spesso i nostri comportamenti disfunzionali hanno qualche vantaggio secondario che non vorremmo cedere, perché ingannati dalla paura del nuovo, di una vita diversa. Alcuni aspetti del nostro carattere, anche se sono disfunzionali, rimangono comunque “familiari”: ci proteggono perché sono noti. Direbbe Freud: “rinunciamo a molti dei nostri desideri per salvaguardare la nostra stabilità”. Anche se sappiamo che è a volte conviene cambiare per non rimanere schiacciati dalla nostre stesse paure.
3. Infine l’invidia. L’invidia è un terzo elemento molto potente che ci spinge a distruggere gli aspetti buoni dell’altro anche a discapito di noi stessi. Preferiamo, inconsciamente, distruggere piuttosto che riconoscere che l’altro ha qualcosa che noi non possediamo.
e non fa una piega. Tutto richiama all'atavicità della paura. Paura di essere soli e trovare conforto in un Dio personale nel mezzo del culo di un universo talmente grande che la nostra ragione non riesce oggettivamente a concepire. La strada più semplice: funziona, perché altre strade, si dovrebbe cambiare e cambiare è fatica oltre che paura del nuovo.
Bene, proviamo a concepire le cose in un altro modo che non affondare il cambiamento nella paura di perdere quello che abbiamo, ma nel pensiero positivo di su quante cose ed aspetti nuovi che invece potremmo "guadagnare" così prendo pure i narcisisti. Si, tra tutti quelli/e che sono innocui alla fine e che potrebbero davvero trovare uno stimolo e una ragione per vivere e non sopravvivere sul piedistallo della solitudine del re (o della regina).
Beh fatevi il pacchetto di ormoni totale non parziale o rischierete  seriamente che arrivi qualcuno e mentre sventolate la vostra grandezza del nulla vi batta sulla spalla e di dica mentre vi state vantando delle vostre qualità di pilota: "We, stai solo facendo brum, brum. Il realtà non solo non hai messo in moto ma non ti sei manco mosso/a dal garage".